Descrizione

Il castello sorge su uno sperone roccioso a 880 m. sul livello del mare.
La costruzione del castello, secondo lo storiografo Giaco­mo Racioppi, è avvenuta nel XII sec., al contrario delle affermazioni della maggior parte degli studiosi, che la ritengono avvenuta tra l’VIII e il IX sec., in epoca longobarda. Prova di quest'ultima tesi è la torre longobarda, primo nucleo del castello.

Nella seconda metà dell'XI° sec. Moliterno passò sotto la dominazione dei Normanni, la cui presenza è testimoniata dalla torre quadrata, che costruirono il resto del castello, edificandolo intorno alla torre preesistente, e regnarono dal 1059 al 1186.

In seguito, tutti i dominatori che si susseguirono nel feudo di Moliterno apportarono ampliamenti e ristrutturazioni, adeguando la costruzione ai gusti e ai sistemi difensivi del suo tempo, fino a rendere il castello un sontuoso palazzo. È per questo motivo che dall’impianto originario, portato a termine dai normanni, rimane oggi poco, se non appunto la grande torre.

L’edificio, come appare oggi, è una costruzio­ne seicentesca, ma molte modifiche le sono state apportate attorno al '700 e forse anche nei primi dell'800.

La prima testimonianza scritta, d’origine sveva, risale al 1239, documento in cui si attesta di proprietà del barone Nicolau. Nel 1269 passò ai Brajda per oltre due secoli; nel 1477 fu acquistata dai Sanseverino con i quali Moliterno potè godere di un periodo di ricco sviluppo economico. Nel 1524 successero i Carafa. Il feudo passò poi agli Spinelli e ai Pignatelli di Marsiconuovo che lo tennero fino all’abolizione della feudalità. Nel Settecento e nell’Ottocento Moliterno conobbe una ripresa generale ed acquistò la fama di capitale culturale della Val d’Agri: infatti, furono istituite scuole, un’accademia di studi, fiorì il teatro (da ricordare il Pulcinella moliternese) e nacque una scuola di medicina. Si distinsero in questi secoli Domenico Cassini, giurista e deputato, Francesco Petruccelli ecclesiastico e valente medico, autore di svariate opere in campo sanitario, Giacomo Racioppi, storiografo e il pittore Michele Tedesco, membro del gruppo di Telemaco Signorini, da cui nacque la corrente dei Macchiaioli.
Con la soppressione degli ordini religiosi nel 1806, i francescani abbandonarono Moliterno e il convento col giardino fu venduto a Vincenzo Parisi, per poi passare ai fratelli Giliberti.

L'ultimo proprietario del Castello fu Domenico Cassini, che l'acquistò nel 1827.
Questi rimise il Castello in ottime condizioni di abitabilità, tanto da trasformarlo in collegio nel 1892 con la direzione del Prof. Antonio Frabasile.
Il collegio fu frequentato da molti studenti moliternesi e da alcuni allievi provenienti da Potenza.
Nel 1894 le lotte intestine e le beghe paesane causarono, la fine di questa istituzione e Domenico Cassini distrusse vandalicamente il Castello vendendone persino gli infissi.
Esso fu poi venduto ai Padula e da questi ultimi fu ceduto al Comune di Moliterno per la cifra simbolica di lire mille. È stato, in seguito, dichiarato "monumento d'interesse nazionale" e sono stati eseguiti dei parziali lavori di restauro esterno alla fine degli anni 70. Attualmente è in fase di progettazione un’ulteriore fase di restauro.

Si arriva al castello salendo per via Francesco Lovito e vi si entra attraversando un grande portone ad arco romano, orientato verso sud, oltre il quale si scorge l’ampio cortile ed il castello protetto da un imponente muro di cinta, che si prolunga per tutto il lato di mezzogiorno, fino ad una torre a base quadrata ad est, ed una torre più bassa e a base rotonda ad ovest, riunendosi alla facciata con una serie di archi, che formano un loggiato cinquecen­tesco. Dalla torre longobarda si aprono due ingressi: il primo immette nel cortile interno, e il secondo nelle stalle, delle quali sono ancora visibili le nicchie delle mangiatoie.

La torre longobarda, oggi visitabile e da cui si può godere di un panorama mozzafiato sulla valle, è alta 25 metri e larga 8. I suoi merli, quasi interamente distrutti, ci ricordano il legame dei suoi feudatari con la chiesa: si tratta infatti di merli guelfi quadri. Al suo interno si contano tre piani, ognuno formato da una sola ed ampia stanza illuminata da una sola finestra.

Al pianterreno si trovavano le prigioni, mentre le altre stanze, a cui si accedeva mediante una scala a chiocciola, erano indubbiamente adibite a stanza del principe e degli ospiti.

Del secondo cortile, più piccolo del primo ed andato quasi del tutto distrutto, è quasi impossibile ricostruire la disposizione delle stanze.

Oltre alle stalle, alle cucine, ai locali adibiti a magazzini per le merci e alla cappella privata, il castello possedeva anche una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. In più, nella vallata di San Nicola si trova un bastione quadrato quattrocentesco che forse era la torre di guardia del castello.

Posizione

Via Carmine, 1, 85047 Moliterno PZ, Italia

Contatti
  • Via Carmine, 1, 85047 Moliterno PZ, Italia

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